venerdì 27 novembre 2015

Madonna della Medaglia Miracolosa


O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia.
Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest'ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d'affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all'unisono col tuo. Lo accenderà d'amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui. Questa è l'ora tua, o Maria, l'ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l'ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest'ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest'ora sia anche l'ora nostra: l'ora della nostra sincera conversione, e l'ora del pieno esaudimento dei nostri voti.

Tu che hai promesso, proprio in quest'ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi.
Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l'amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia. O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti.
Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest'ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. Ricordati che anch'essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Cosi sia. Salve Regina






Un pò di storia
Madonna della Medaglia Miracolosa 
27 novembre - Festa

Le apparizioni di Maria del 1830 a Parigi, 
Rue du Bac, 140
collegati al sito ufficiale
 Da Giugno a Dicembre del 1830 Suor Caterina, giovane novizia delle Figlie della Carità, riceve l’immensa grazia di intrattenersi per ben tre volte con la Maria Vergine. Durante i mesi precedenti, Caterina ha beneficiato di altre apparizioni.
San Vincenzo de Paoli le ha manifestato il suo cuore.
In preghiera nella cappella, Caterina vide, per tre giorni di seguito, il cuore di San Vincenzo di tre colori diversi. Le appare dapprima bianco, colore della pace ; poi rosso, colore del fuoco ; infine nero, simbolo delle disgrazie che sarebbero cadute sulla Francia e su Parigi in particolare.

domenica 1 novembre 2015

Madonnina del Ferruzzi


Il volto di una giovane donna che guarda verso l’alto, il corpo avvolto da una mantella blu con in grembo il Bambino che dorme. Una tela eseguita dal pittore dalmata Roberto Ferruzzi che la eseguì a Luvigliano, sui Colli Euganei, e grazie alla quale vinse la seconda Biennale di Venezia nel 1897; il dipinto raffigurava i lineamenti dolcissimi di un’adolescente, Angelina Cian, la quale teneva in braccio suo fratello di pochi mesi.
Subito divenuto famoso, il dipinto venne venduto, sparendo misteriosamente nel corso della seconda guerra mondiale, forse andando perso o distrutto nel corso del conflitto.


Roberto Ferruzzi nacque a Sebenico, in Dalmazia, nel 1853 da genitori italiani. Condotto a 4 anni a Venezia, allora capitale della Cultura, per intraprendervi gli studi, alla morte improvvisa del padre, un noto avvocato, ritornò di nuovo in Dalmazia. Qui visse fino all'età di 14 anni, dedicandosi agli studi classici e apprendendo i primi rudimenti della pittura (autodidatta). Destinato, secondo la tradizione di famiglia, alla professione forense, ritornò di nuovo a Venezia per completare gli studi e frequentare la Facoltà di Giurisprudenza a Padova. Nel 1879, dopo un ulteriore soggiorno in Dalmazia, maturò definitivamente la vocazione per l'arte e si stabilì a Luvigliano. La sua casa divenne meta di famosi artisti dell'epoca, come il musicista e amico Cesare Pollini. Alternando musica e pittura diede alla luce le sue opere migliori tra cui “Madonnina". Dopo la prematura scomparsa della amatissima moglie Ester Sorgato, condusse una vita piuttosto riservata. Morì il 16 febbraio 1934 ed è sepolto con la moglie e la figlia Mariska nel piccolo cimitero di Luvigliano.


“Madonnina” è il dipinto di fama mondiale a cui è legato il nome di Roberto Ferruzzi. 

Con esso l'autore vinse nel 1897 la seconda Biennale di Venezia, alla quale aveva partecipato con l'intento di rappresentare la Maternità. Grazie alla straordinaria dolcezza espressiva, il dipinto ebbe un enorme successo popolare tanto che il nome originale di “Maternità”, viene cambiato, a furor di popolo, in “Madonnina”. Fu subito acquistato per trentamila lire, una cifra astronomica per quei tempi. Più volte rivenduto, viene acquistato dai Fratelli Alinari, proprietari della nota casa Fotografica. Prima di rivenderlo, si riservano il diritto di riproduzione di ogni tipo. La fama dell'opera supera quella dell'autore. L'immagine della giovinetta undicenne col fratellino diventa il volto della Madonna con Bambino, riprodotta e diffusa in tutto il mondo, sotto diversi nomi: 
  • “Madonnina”
  • Madonna del Riposo
  • Madonna delle Vie, 
  • Madonna della Tenerezza
  • Madonnella
  • Zingarella. 
Dell'originale si perdono le tracce: quasi un giallo la sua fine. Acquistato da una americano, sembra sia perito con l'affondamento della nave che lo trasportava in America. Alcuni sostengono a causa di una tempesta, altri per siluramento dei tedeschi.

sabato 24 ottobre 2015

Beata Vergine di Lujan

A 60 km da Buenos Aires (Argentina) si trova la cittadina di Lujan che deve la sua fama alla miracolosa immagine della SS. Vergine, venerata nel più grande santuario mariano dell'Argentina. 

Verso il 1630 un portoghese pensò di edificare nella sua proprietà una cappella alla Madonna. Scrisse ad un suo amico residente in Brasile, di procurargli un'immagine della Vergine e di mandargliela col primo piroscafo transitante sul fiume La Plata. Ricevuto il pacco con l'effigie, si accinse a portarla nella sua proprietà, sita nel Tucuman dove egli sarebbe rimasto.

Durante il tragitto, lungo il fiume Lujan, accadde che il carro trainato dai due buoi e che doveva raggiungere la città, si fermò e rimase immobile, nonostante tutti gli sforzi per farlo andare avanti. Tutti capirono che la Vergine voleva essere onorata in quel luogo. Ebbe così inizio la devozione dei fedeli, prima in una cappella, poi in una chiesa, per giungere fino all'attuale grandiosa basilica.

La statua in terracotta è piccola ed è circondata da un nimbo ovale attraversato da raggi. Un manto azzurro copre tutta l'effigie. La miracolosa immagine è custodita in una teca d'argento in un tronetto, dietro l'altare maggiore. 


Reca gli stemmi delle tre nazioni protette: Argentina, Paraguay e Uruguay. I pellegrini giungono da tutto il continente sudamericano e superano ogni anno i quattro milioni. La grande basilica che domina la cittadina è in stile gotico con annesso un ricco museo di storia e di arte religiosa.



Preghiera alla Madonna di Lujan

Riportiamo una stupenda preghiera dedicata alla Vergine di Luján", composta dal Cardinale argentino Eduardo Pironio, il 14 settembre 1997:

"Vergine di Luján, Madre dei poveri e degli umili,
di quelli che soffrono e sperano:
Tu che hai scelto questo luogo,
nella immensità silenziosa della Pampa argentina,
per ascoltare le nostre suppliche,
rasserena i nostri cuori e parlaci del tuo Figlio:
"il Salvatore di ieri, di oggi e di sempre".
Questo luogo semplice è il cuore spirituale
del nostro popolo.

lunedì 19 ottobre 2015

Nostra Signora del Pilar


Il monumento religioso per eccellenza di Saragozza è la basilica-cattedrale del Pilar (che in italiano significa 'pilastro'), uno dei più importanti Santuari Mariani del mondo, sorto sulla piccola cappella edificata da Santiago (S. Giacomo Maggiore), secondo la tradizione, nel luogo in cui la Vergine sarebbe apparsa in " carne e ossa " nel 40 d. c. Questo evento prodigioso ha suscitato la massima credibilità nei fedeli di tutti i tempi. Il culto della Vergine del Pilar ha mantenuto viva una straordinaria "trascendenza " nella storia di Saragozza e del cristianesimo nei secoli. Le sue immagini, le sue cappelle, le sue chiese conosciute in tutto il mondo, ne danno buona testimonianza.

La tradizione riferisce che la SS. Vergine , che viveva in Gerusalemme a quel tempo, prima della sua Assunzione al cielo, venne in carne mortale a Saragozza e apparve a Santiago apostolo (patrono di Spagna) e ai suoi discepoli, che stavano pregando sulle rive dell'Ebro. Essi si trovavano in questo posto per cercare di convertire il popolo al messaggio evangelico ma la gente sembrava non comprendere e assimilare ciò che loro predicavano.


Nel frattempo a Maria, a Gerusalemme, era apparso suo figlio Gesù contornato dall'intero coro degli angeli celesti, dicendole che l'opera degli apostoli andava sostenuta per il mondo e per il bene del genere umano; Lui stesso aveva dato la vita per la redenzione dell'umanità e il primo che lo doveva imitare in quello era Giacomo, suo fedele servo, che avrebbe avuto il martirio nella città di Gerusalemme ma prima desiderava che la madre visitasse Santiago a Saragozza, dove si trovava e che edificasse per Lei un tempio in onore e titolo del Suo stesso nome, dove sarebbe stata venerata e invocata per la gloria di Cristo e della Beatissima Trinità.


Secondo la tradizione, la Madonna sarebbe stata trasportata dagli Angeli in anima e corpo mortale fino a Saragozza, dove così si manifestò a Santiago, in una notte di incomparabile meraviglia, accompagnata da una musica celestiale.

Ciò destò l'Apostolo e alcuni che stavano dormendo. San Giacomo si prostrò a terra con profonda venerazione e vide contemporaneamente il pilastro nelle mani di alcuni Angeli. La Vergine portò il messaggio del Redentore e disse agli Angeli di collocare il pilastro, con sopra la Sua Santa immagine, in quello stesso luogo, dicendo a Giacomo che avrebbe dovuto edificare un Tempio.

Da quel momento, il sito venne chiamato "casa di Dio"," porta del cielo e terra Santa consacrata nel tempo per gloria dell'Altissimo". Questa fu l'origine felicissima del Santuario di Nostra Signora di Saragozza. Gli Angeli riportarono Maria a Gerusalemme nel medesimo modo in cui l'avevano portata li. Uno di essi, per comando divino, restò a custodia del Santo luogo, dal quale cominciarono a emanarsi grazie e miracoli per il popolo aragonese, di cui si conserva documentazione.

Il pilastro rimase in quel medesimo sito come testimonio della visita della Madonna e come prova della Sua protezione perpetua sopra la Spagna.










mercoledì 7 ottobre 2015

Beata Vergine Maria del Rosario


“Regina del rosario...” 

La Chiesa invoca Maria “Regina del rosario” perché con questa preghiera tradizionale il popolo cristiano ripercorre, insieme con la Madre, il cammino del Figlio. Si tratta di raggiungere le profondità del cuore di Cristo per entrarvi (cf Ef 3,18-19). Perché come Maria è tutta relativa a Dio, allo stesso tempo è tutta relativa a Cristo. Si può ripetere qui la parola di San Luigi M. Grignion de Montfort sostituendo il nome di Dio con quello di Gesù: 
«Se voi dite Maria,
essa dice Gesù». 
Attraverso gli avvenimenti della sua vita, i suoi gesti e le sue parole, è il mistero stesso di Cristo che è al cuore del rosario.

Maria contempla nel Bambino la piccolezza e, quando viene a morire, la povertà. Gli apostoli e i discepoli hanno visto Gesù dopo la risurrezione, sua Madre vegliava su di lui quando non era ancora nulla e quando non era più nulla. Lo Spirito Santo ci invita a riprodurre nei riguardi di Gesù i sentimenti di sua Madre ricordandoci la sua infanzia, la sua predicazione, la sua morte e la sua gloria.

Nel Cristo veduto e contemplato da Maria, si intuisce il cuore del Padre e il suo amore infinito nei confronti di noi peccatori. Come la Chiesa ci invita a fare la Via Crucis perché la vista di Gesù crocifisso provochi in noi il proposito della conversione, allo stesso modo ci invita a recitare il rosario perché attraverso la ripetizione delle Ave Maria il gemito dello Spirito in noi dissodi il cuore indurito dal peccato. 

Si tratta sempre di passare da Maria, madre di misericordia, perché possa finalmente sgorgare dal nostro cuore un grido che raggiunga e tocchi il cuore del Padre.


Dopo la menzione della sua presenza al Cenacolo, Maria scompare definitivamente dai racconti del Nuovo Testamento. E tuttavia essa resta attenta al combattimento dei suoi figli: è entrata nel grande silenzio del deserto (cf Ap 12,14) e continua la preghiera di supplica iniziata al Cenacolo e che durerà fino al ritorno del suo Figlio nella gloria. È esternamente rivestita di sole (cf Ap 12,1), perché riflette la gloria del roveto ardente; e all’interno, il suo cuore brucia di una preghiera di fuoco.

 

Essa è ora l’“orante silenziosa”, che veglia sulla crescita della Chiesa e l’avvolge delle sue premure materne, fino a quando l’umanità raggiungerà il suo compimento. Essa unisce la sua preghiera all’intercessione del suo Figlio a nostro favore, con una presenza altrettanto discreta come quella che ebbe durante la vita terrena di Gesù. Ecco perché, nelle rare apparizioni che compie nella storia, Maria si manifesta sempre in un atteggiamento orante e ci chiama alla conversione e alla preghiera.

Così, nel rosario, la Madre prega con i figli e per i figli, e interpone la sua intercessione potente presso il trono dell’Altissimo (Mons. Renato Boccardo).


martedì 15 settembre 2015

Beata Maria Vergine Addolorata


I Sette dolori di Maria


La Madre di Dio rivelò a Santa Brigida che, chiunque reciti sette "Ave Maria" al giorno meditando sui suoi dolori e sulle sue lacrime e diffonda questa devozione, godrà dei seguenti benefici:
  • La pace in famiglia.
  • L’illuminazione circa i misteri divini.
  • L'accoglimento e la soddisfazione di tutte le richieste purché siano secondo la volontà di Dio e per la salvezza della sua anima.
  • La gioia eterna in Gesù e in Maria.

PRIMO DOLORE
La rivelazione di Simeone


Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima» (Lc 2, 34-35).

Ave Maria...



SECONDO DOLORE
La fuga in Egitto


Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto.
(Mt 2, 13-14)

Ave Maria...



TERZO DOLORE
Lo smarrimento di Gesù nel Tempio


Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
(Lc 2, 43-44, 46, 48).

Ave Maria...



QUARTO DOLORE
L'incontro con Gesù sulla via del Calvario


Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore. (Lm 1, 12). «Gesù vide sua Madre lì presente» (Gv 19, 26).

Ave Maria...

 


QUINTO DOLORE
La crocifissione e la morte di Gesù


Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero Lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla Croce; vi era scritto "Gesù il Nazareno, il re del Giudei" (Lc 23,33; Gv 19,19). E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!" E, chinato il capo, spirò. (Gv 19,30)

Ave Maria...



SESTO DOLORE
La deposizione di Gesù tra le braccia di Maria


Giuseppe d'Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto. (Mc 15, 43, 46-47).

Ave Maria...



SETTIMO DOLORE
La sepoltura di Gesù e la solitudine di Maria


Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Magdàla. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 25-27).

Ave Maria...




Novena dei Sette Dolori
di Maria Addolorata

1. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per lo sconcerto e il dolore che ti afferrarono quando ti fu predetta da Simeone la passione e morte di tuo Figlio, ti supplico affinché mi sia concessa la conoscenza esatta dei miei peccati e la volontà ferma di non più peccare. Ave Maria...

2. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per il dolore che avesti quando ti fu annunziata dall'Angelo la persecuzione di Erode e la fuga in Egitto, ti supplico affinché mi sia dato sollecito aiuto per superare gli assalti del Nemico e fortezza presta per sfuggire il peccato. Ave Maria...

3. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per il dolore che ti annichilì quando smarristi nel Tempio tuo Figlio e per tre giorni instancabile lo cercasti, ti supplico affinché io non abbia mai a perdere la grazia di Dio e la perseveranza nel Suo servizio. Ave Maria ...

4. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per il dolore che sentisti quando ti fu recata la notizia della cattura e delle torture inflitte a vostro Figlio, ti supplico affinché mi sia concesso il perdono del male fatto e pronta risposta alle chiamate di Dio. Ave Maria...

5. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per il dolore che ti sorprese quando incontrasti sulla strada del Calvario il tuo Figlio insanguinato, ti supplico affinché io abbia fortezza bastante per sopportare le avversità e per riconoscere in tutti gli eventi le disposizioni di Dio. Ave Maria...

6. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per il dolore che provasti alla Crocifissione di tuo Figlio, ti supplico affinché io possa ricevere nel giorno della morte i santi Sacramenti e deporre nelle tue amorose braccia l'anima mia. Ave Maria...

7. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per il dolore che ti sommerse quando vedesti morto e poi sepolto tuo Figlio, ti supplico affinché io mi distacchi da ogni piacere terreno e brami di venire a lodarti per sempre in Cielo. Ave Maria...

Preghiamo:

O Dio, che, per redimere il genere umano sedotto dall'inganno del maligno, hai associato alla passione del tuo Figlio la Madre addolorata, fa' che tutti i figli di Adamo, risanati dagli effetti devastanti della colpa siano partecipi della creazione rinnovata in Cristo redentore. Egli è Dio e vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.


PREGHIERA A MARIA ADDOLORATA

Regina dei martiri, che sostenesti i più atroci dolori e compisti nel tuo cuore il più eroico dei sacrifici, io voglio unire le mie pene alle tue.

Vorrei essere vicina a te come san Giovanni e le pie donne per consolarti della perdita del tuo Gesù. Purtroppo riconosco che anch'io con i miei peccati sono stato causa della morte del tuo Figlio diletto.

Ti chiedo perdono, o madre addolorata. Accetta in riparazione l'offerta che io ti faccio di me stesso, e il proposito di volerti sempre amare per l' avvenire.

Metto nelle tue mani tutta la mia vita; fa' che io possa farti amare anche da tante anime che vivono lontane del tuo Cuore materno. Amen. e


LITANIE A MARIA ADDOLORATA

Santa Maria, prega per noi
Santa Madre di Dio, prega per noi
Santa Vergine delle Vergini, prega per noi
Madre del Crocifisso, prega per noi
Madre dolorosa, prega per noi
Madre lacrimosa, prega per noi
Madre afflitta, prega per noi
Madre derelitta, prega per noi
Madre desolata, prega per noi
Madre del figlio privata, prega per noi
Madre dalla spada trafitta, prega per noi
Madre nei travagli immersa, prega per noi
Madre di angustie ripiena, prega per noi
Madre col cuore alla croce confitta, prega per noi
Madre mestissima, prega per noi
Fonte di lacrime, prega per noi
Cumulo di patimenti, prega per noi
Specchio di pazienza, prega per noi
Rupe di costanza, prega per noi
Ancora di confidenza, prega per noi
Rifugio dei derelitti, prega per noi
Difesa degli oppressi, prega per noi
Rifugio degli increduli, prega per noi
Sollievo dei miseri, prega per noi
Medicina dei languenti, prega per noi
Forza dei deboli, prega per noi
Porto dei naufraghi, prega per noi
Quiete nelle procelle, prega per noi
Ricorso dei piangenti, prega per noi
Terrore dei demoni, prega per noi
Tesoro dei fedeli, prega per noi
Luce dei profeti, prega per noi
Guida degli apostoli, prega per noi
Corona dei martiri, prega per noi
Sostegno dei confessori, prega per noi
Perla delle vergini, prega per noi
Consolazione delle vedove, prega per noi
Madre degli orfani, prega per noi
Letizia di tutti i santi, prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudisci Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi

Preghiamo:

O Dio, tu hai voluto che la vita della Vergine fosse segnata dal mistero del dolore, concedici, ti preghiamo, di camminare con lei sulla via della fede e di unire le nostre sofferenze alla passione di Cristo perché diventino occasione di grazia e strumento di salvezza. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

(tratto da http://www.preghiereperlafamiglia.it/)

domenica 6 settembre 2015

Rocca Imperiale (CS) - Santa Maria della Nova in Cesine

Vuole la tradizione che la cappella delle Cesine, sotto il titolo S. Maria della Nova (attualmente inclusa tra i santuari designati dall’Autorità Ecclesiastica nei quali è possibile lucrare le Indulgenze Giubilari), fosse edificata ad opera di un principe pellegrino, che, dopo essere naufragato sulle nostre coste, si ritirò sull’altura antistante all’approdo a farvi penitenza di ringraziamento. 

Si racconta che il ritratto del principe figurasse sulle pareti della vecchia chiesetta, ma questa immagine è sparita nel corso dei secoli, com’è svanita l’immagine della Madonna cui il principe si era rivolto. 

L’episodio citato, dovette accadere non prima del 1400, infatti l’istituzione della festa liturgica della Visitazione risale al 1389 per decreto di Papa Urbano VI, promulgato dal successore Bonifacio IX. 

Il Giubileo che suscitò intenso fervore di pellegrinaggi, fu indetto da costui nei primi del XV secolo, per cui potrebbe darsi che il naufragio avvenne attorno a quell'epoca. Il dipinto della Visitazione che si venera ora, infatti, non è quello originario, né è originario il tempio che subì almeno tre trasformazioni


L'immagine della Madonna è riprodotta su tela ad olio e misura cm. 110 x 90; sembra risalire al1583. Il dipinto rappresenta una delle pagine più belle del vangelo; la Visitazione di Maria Vergine che accoglie la cugina Elisabetta chinata verso di lei e le sfiora con la mano il ginocchio. 
La scena risulta originale perché ambientata nel cortile di un Castello.
Nulla sappiamo circa la celebrazione delle feste dell’epoca, ma si può ritenere per certo che la solennità del 2 Luglio divenne patronale subito dopo l’incursione turca del 1644.


Madonna Miracolosa