giovedì 25 gennaio 2018

Giulianova (TE) - Maria SS. dello Splendore


Il santuario della Madonna dello Splendore è un'importante edificio di culto a Giulianova, con l'annesso convento, la fontana miracolosa e il Museo d'arte dello Splendore. Il santuario è una delle principali attrazioni artistiche della città, ed è meta di numerosi pellegrinaggi.

Nel 1559 fuori le mura di Giulianova i cappuccini ebbero un primo luogo in donazione degli Acquaviva, costruendo una chiesa dedicata a san Michele Arcangelo, dove oggi si trova la "casa Maria Immacolata". Il santuario sorse nel luogo di apparizione della Vergine il 22 aprile 1557. Nel settembre del 1847 con decreto di Ferdinando II delle Due Sicilie e con rescritto della Santa Sede, ottenuto dal vescovo di Teramo monsignor Berrettini, i cappuccini presero dimora nell'antica abbazia dei monaci celestini da questi lasciata nel marzo 1807, a seguito della soppressione napoleonica presso il santuario dello Splendore. 
Soppressa anche la comunità dei cappuccini nel 1866 per le leggi piemontesi, il santuario non fu mai del tutto abbandonato. Il 7 marzo 1927 fu acquistato un sito adiacente il santuario e il 28 agosto fu posta la prima pietra del nuovo convento, che nel 1938 fu costituito sede dello studentato del liceo classico, rimastovi fino al 1965. Negli anni 1968-71 il convento ha ospitato un piccolo seminario serafico; nel triennio 1989-92 con interventi di bonifica e ristrutturazione degli ambienti attorno alla "sorgente della Madonna", è stato riedificato un tempietto votivo circondato da ambiente verde.
Interventi di largo respiro negli ani 1990-2000 riservando alla fraternità dei cappuccini alcuni ambienti, hanno ristrutturato i piani superiori per ospitare il Museo d'arte dello Splendore, e la vecchia legnaia accolse la biblioteca del convento. Lungo la via Bertolino è stata realizzata una Via Crucis monumentale con sculture in bronzo dell'artista Ubaldo Ferretti; nel 2001 fu sostituito il vecchio organo con un più monumentale di A. Girotta.

Piazzale del santuario

L'interno della chiesa è a croce latina, ed è decorato con grandi pitture murali, eseguite nel 1954 da Alfonso Tentarelli su progetto di padre Giovanni Lerario; vi è custodita una statua lignea della Madonna col Bambino benedicente, di autore ignoto, del XV secolo, ribattezzata poi "Madonna dello Splendore". Il 15 agosto 1914 con solenne cerimonia sul capo della Madonna fu posta una corona d'argento laminato d'oro, cesellata dalla famiglia Migliori. Intorno al 1950 la statua è stata inserita in una raggiera, simbolo della luce divina, posta sopra un tronco d'albero per rievocare l'ulivo da cui apparve nel 1577.
Nella sacrestia notevole è la pala cinquecentesca della Vergine col Bambino in Gloria tra santi Pietro, Paolo, Dorotea e Francesco, opera di Paolo Veronese, e il bel tabernacolo ligneo con inseriti d'ebano realizzato tra il 1720 e il 723, attribuito ai maestri cappuccini Fra' Serafino da Nembro, Fra' Michele della Petrella Tifernina e Fra' Stefano da Chieti. 
Del pittore Giacomo Farelli sono i quadri olio su tela presenti nel coro, rappresentanti: L'Immacolata Concezione - L'Annunciazione dell'Angelo - Natività di Gesù - Assunzione di Maria in cielo. Gli interventi di recupero e valorizzazione avviati nel 1986, oltre ad aver interessato la facciata, ricostruita in stile pseudo-classico marchigiano in mattoncini, con portico all'accesso ad arcate a tutto sesto, e pianta a capanna con rosone a raggi centrale. L'acqua della fontana miracolosa è stata canalizzata e raccolta in apposite vasche nei giardini del convento, dove è stato realizzato un tempietto impreziosito da mosaici artistici e bassorilievi in marmo raffiguranti scene del Vecchio e Nuovo Testamento; il piccolo belvedere è adornato dalle statue bronzee di san Michele che schiaccia la serpe di Satana, e di san Francesco d'Assisi, rappresentato con le braccia alzate per glorificare Dio. L'ampliato piazzale di accoglienza è dominato da una grande statua in bronzo del Cristo, dove campeggia la scritta "EGO SUM VIA VERITAS ET VITA". 

Secondo la tradizione la sorgente della fonte è situata sotto l'altare maggiore, dove si trova un tempietto con un simulacro che si ritiene essere comprato dal contadino Bertolino che nel 1577 assistette all'apparizione mariana. Il contadino, dopo aver accumulato della legna, si riposò e mentre dormiva una luce abbagliante lo investì. 
La Madonna gli apparve, comunicandogli di aver scelto la cittadina di Giulia Nova come luogo per la sua venerazione. 
I duchi Acquaviva però credettero che il contadino Bertolino fosse ubriaco e lo cacciarono; e nonostante i dubbi, il contadino si convinse dopo una seconda apparizione mariana. Nonostante ciò il duca lo fece fustigare, ma la Madonna paralizzò la mano dell'aguzzino. 
Il governato Acquaviva allora organizzò una solenne processione verso il luogo delle apparizioni, da dove scaturì una sorgente di acqua miracolosa. (Notizie tratte da Wikipedia)

L'apparizione

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