domenica 13 settembre 2020

Ravenna (RA) - Madonna Greca

La Madonna Greca

Si tratta di un bassorilievo bizantino scolpito in marmo pario, risalente a un'età anteriore al Concilio di Efeso (431).La Madonna Greca è un'immagine sacra della Madonna custodita nella Basilica di Santa Maria in Porto a Ravenna. È anche la patrona della città di Ravenna, dell'Arcidiocesi di Ravenna-Cervia e del Vicariato del Mare.
Secondo la tradizione, l'immagine giunse a Ravenna miracolosamente da Costantinopoli nel 1100, il giorno della Domenica in albis. Fu rinvenuta sulla spiaggia dai monaci di Santa Maria in Porto.
Secondo molti commentatori della Divina Commedia, Dante Alighieri si riferisce alla chiesa di Santa Maria in Porto nel XXI Canto del Paradiso quando usa l'espressione «Nostra donna in sul lito Adriano».
La Madonna Greca fu conservata nella chiesa di Porto Fuori fino al 1503, quando i monaci si trasferirono dentro le mura di Ravenna. In quell'anno l'immagine fu sistemata in una cappella all'interno del nuovo chiostro. Papa Giulio II, ospite dei monaci ravennati nel 1511 durante il suo viaggio in Romagna, promosse l'edificazione di una nuova chiesa intitolata alla sacra immagine.
Nel 1570 avvenne la solenne traslazione dell'immagine all'interno della chiesa (Basilica di Santa Maria in Porto): il bassorilievo fu collocato in una cappella laterale, dove si trova ancora oggi. Ogni anno nella Domenica in albis viene celebrata la Festa della Madonna Greca, con una processione che dal canale si conclude all'interno della basilica (Tratto da Wikipedia).


La storia dell'icona

L'immagine della Madonna Greca, venerata nella basilica-santuario di Santa Maria in Porto, è un delicato bassorilievo bizantino scolpito su marmo pario, che rappresenta la Madonna in atteggiamento di preghiera con le braccia alzate. Ai lati del capo, circondato da un’aureola, due scudi rotondi recano inciso a lettere greche il monogramma "Madre di Dio". 

martedì 8 settembre 2020

Natività della Beata Vergine Maria - Festa Mariana


La Natività della Madre di Dio - Novgorod, Sec. XIV
(Immaginetta tratta da una icona)
8 settembre
Natività della Beata Vergine Maria


Questa celebrazione, che ricalca sul Cristo le prerogative della Madre, è stata introdotta dal papa Sergio I (sec VII) nel solco della tradizione orientale. 

La natività della Vergine è strettamente legata alla venuta del Messia, come promessa, preparazione e frutto della salvezza. Aurora che precede il sole di giustizia, Maria preannunzia a tutto il mondo la gioia del Salvatore. (Mess. Rom.)

Martirologio Romano: Festa della Natività della Beata Vergine Maria, nata dalla discendenza di Abramo, della tribù di Giuda, della stirpe del re Davide, dalla quale è nato il Figlio di Dio fatto uomo per opera dello Spirito Santo per liberare gli uomini dall'antica schiavitù del peccato.




Nella data odierna le chiese d’Oriente e d’Occidente celebrano la nascita di Maria, la madre del Signore. La fonte prima che racconta l’evento è il cosiddetto Protovangelo di Giacomo secondo il quale Maria nacque a Gerusalemme nella casa di Gioacchino ed Anna. Qui nel IV secolo venne edificata la basilica di sant'Anna e nel giorno della sua dedicazione veniva celebrata la natività della Madre di Dio. La festa si estese poi a Costantinopoli e fu introdotta in occidente da Sergio I, un papa di origine siriana. «Quelli che Dio da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati»: Dante sembra quasi parafrasare il versetto di san Paolo quando definisce Maria «termine fisso d’eterno consiglio».


Dall'eternità, Il Padre opera per la preparazione della Tuttasanta, di Colei che doveva divenire la madre del Figlio suo, il tempio dello Spirito Santo. La geneaologia di Gesù proposta dal Vangelo di Matteo culmina nell'espressione «Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo». Con Maria, dunque, è venuta l’ora del Davide definitivo, della instaurazione piena del regno di Dio. Con la sua nascita inoltre prende forma il grembo offerto dall'umanità a Dio perché si compia l’incarnazione del Verbo nella storia degli uomini. Maria bambina infine è anche immagine dell’umanità nuova, quella da cui il Figlio suo toglierà il cuore di pietra per donarle un cuore di carne che accolga in docilità i precetti di Dio.


Onorando la natività della Madre di Dio si va al vero significato e il fine di questo evento che è l'incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio". 


E’ questo del resto il motivo per cui di Maria soltanto (oltre che di S. Giovanni Battista e naturalmente di Cristo) non si festeggia unicamente la " nascita al cielo ", come avviene per gli altri santi, ma anche la venuta in questo mondo. 




In realtà, il meraviglioso di questa nascita non è in ciò che narrano con dovizia di particolari e con ingenuità gli apocrifi, ma piuttosto nel significativo passo innanzi che Dio fa nell'attuazione del suo eterno disegno d'amore. Per questo la festa odierna è stata celebrata con lodi magnifiche da molti santi Padri, che hanno attinto alla loro conoscenza della Bibbia e alla loro sensibilità e ardore poetico. Leggiamo qualche espressione del secondo Sermone sulla Natività di Maria di S. Pier Damiani: “Dio onnipotente, prima che l'uomo cadesse, previde la sua caduta e decise, prima dei secoli, l'umana redenzione. Decise dunque di incarnarsi in Maria”.
"Oggi è il giorno in cui Dio comincia a mettere in pratica il suo piano eterno, poiché era necessario che si costruisse la casa, prima che il Re scendesse ad abitarla. Casa bella, poiché, se la Sapienza si costruì una casa con sette colonne lavorate, questo palazzo di Maria poggia sui sette doni dello Spirito Santo. Salomone celebrò in modo solennissimo l'inaugurazione di un tempio di pietra. Come celebreremo la nascita di Maria, tempio del Verbo incarnato? In quel giorno la gloria di Dio scese sul tempio di Gerusalemme sotto forma di nube, che lo oscurò. Il Signore che fa brillare il sole nei cieli, per la sua dimora tra noi ha scelto l'oscurità (1 Re 8,10-12), disse Salomone nella sua orazione a Dio. Questo nuovo tempio si vedrà riempito dallo stesso Dio, che viene per essere la luce delle genti. "Alle tenebre del gentilesimo e alla mancanza di fede dei Giudei, rappresentate dal tempio di Salomone, succede il giorno luminoso nel tempio di Maria. E’ giusto, dunque, cantare questo giorno e Colei che nasce in esso". (Articolo tratto dal sito http://www.santiebeati.it)


mercoledì 15 luglio 2020

Ostra (AN) - Madonna della Rosa

A breve distanza dal centro di Ostra, in una ridente valle circondata da colli ubertosi, esisteva in epoca immemorabile, un'edicola in cui veneravasi una immagine della Vergine, dipinta su rozza parete, ai piedi della quale scorreva un ruscello di limpida acqua.
Dal vago fiore che la Vergine Benedetta tiene nella mano sinistra, i fedeli cominciarono ad invocarla col dolce titolo di "Madonna della Rosa". Iddio, che in ogni tempo e luogo vuole l'esaltazione della Madre sua, stabilì che, col titolo di "Mistica Rosa" Ella divenisse oggetto di particolare culto, strumento di grazie e di strepitosi prodigi. Nel 1666, dalla mano devota di una pia fanciulla, venne posto davanti alla Santa Immagine, in un giorno di maggio, un candidissimo giglio, in segno di filiale amore. Il Fiore, con grande meraviglia di tutti, rimase per mesi e mesi, fresco e olezzante come se allora fosse stato reciso dalla pianta. Da allora, folle immense di fedeli accorsero ai piedi della Vergine Santa e i miracoli si ripeterono e si moltiplicarono. Per il grande afflusso dei pellegrini, la modesta e disadorna edicola, due anni dopo venne trasformata in una graziosa chiesetta.
Le acque del ruscello, strumento di tanti prodigi, vennero quindi raccolte in un pozzetto ai piedi dell'altare di Maria, ed anche oggi, come allora, i fedeli rimangono sorpresi dal fatto che il volume dell'acqua si mantiene sempre al livello di cm. 80 sia d'estate come d'inverno qualsiasi quantità se ne attinga.
La fama dei prodigi operati dalla Madonna della Rosa, giunse fino al Soglio Pontificio, ed il Rev.mo Capitolo Vaticano, nel 1726, concesse alla miracolosa Immagine, l'onore della solenne Incoronazione, ed alla Cappella il titolo di SANTUARIO. Ben presto, aumentando sempre più l'afflusso dei fedeli, anche la chiesetta si dimostrò insufficiente, per cui sorse l'idea di costruirne una più grande. L'unanime ed ardente desiderio, in breve volgere di tempo divenne una consolante realtà. Nel 1748 si gettarono le fondamenta e, sei anni dopo, l'ampio e maestoso tempio era condotto a termine.
Vederlo questo Santuario in sullo sfondo del viale, sembra un'apparizione di sogno che desta al nuovo pellegrino una sensazione di celeste fragranza e al devoto di tutti i giorni il dolce senso di ritrovarsi in un angolo il più caro della sua casa
(Tratto da http://www.mariadinazareth.it).

Notizie sul Santuario


domenica 12 luglio 2020

CINA, Shanghai - Nostra Signora della Cina


Apparizione di Dong Lu
Peiping - Cina

Tra giugno ed agosto dell’anno 1900

Nostra Signora della Cina

Donglu è a circa 40 km da Baoding, nella provincia dell'Hebei, ed è una delle attuali roccaforti della Chiesa cattolica sotterranea cinese. Si definisce "sotterranea" quella parte della Chiesa cinese che è in sintonia con il Santo Padre di Roma, mentre la Chiesa ufficiale cinese è controllata dal regime politico. La Chiesa sotterranea è attualmente perseguitata.

Nel 1900, durante la rivolta dei Boxer, ai 10.000 guerrieri che stavano attaccando il villaggio per sterminare i 700 cristiani lì raccolti, apparve nel cielo una bellissima Donna circondata da una luce celestiale.
I cattolici implorarono la Madonna di proteggerli dai nemici e di salvare la loro città dalla distruzione. Il sacerdote rincuorava ed esortava i fedeli dicendo che in quella circostanza l’unica cosa che si poteva fare era invocare la Madonna. Un giorno, durante uno scontro cruento, videro una Signora vestita di bianco, sfolgorante, apparire nel cielo sopra la chiesa. I guerrieri presero a spararle contro e ad insultarla senza alcun risultato. Gli invasori furono respinti ed i fedeli salvati. Durante lo stesso attacco, gli anziani e le donne che erano rimasti in chiesa a pregare, videro che l’immagine dell’Immacolata Concezione raffigurata su un dipinto che si trovava sull’altare a un certo punto scomparve, la tela divenne come un foglio bianco. Quando finalmente i Boxer si allontanarono e il villaggio fu salvo, l’immagine della Madonna ritornò come prima. Tutti quindi furono subito convinti che fosse stata proprio la Madonna ad andare sul fronte di battaglia per salvare il villaggio cattolico di Dong Lu. Finita la rivolta, una splendida chiesa è stata costruita per ringraziare la Madonna della protezione. Il pastore di quel tempo si procurò un'immagine dell'imperatrice vedova Ci Xi in abiti imperiali e la fece usare come modello per ritrarre la Madonna col Bambino. L'immagine è nella chiesa di Donglu, che è diventata una meta popolare di pellegrinaggio dal 1924. Il primo pellegrinaggio ufficiale è avvenuto nel 1929 e dal 1932 è così popolare che papa Pio XI lo ha approvato come santuario ufficiale della Madonna. Durante la Seconda guerra mondiale il santuario venne distrutto dai bombardamenti giapponesi del 1941. Dopo la rivoluzione cinese, i fedeli del luogo e di tutta la Cina decisero di ricostruire il tempio. In tre anni (1989-1992) i fedeli hanno ricostruito la nuova basilica della Madonna di Dong Lv che è lunga 67 metri, larga 18 metri e alta 43 metri, ingrandita più di uno terzo rispetto alla chiesa originale. Nel maggio 1992 la nuova basilica è stata consacrata e inaugurata ufficialmente. Ogni anno qui vengono accolti tanti pellegrini provenienti da tutte le parti, che sono particolarmente numerosi soprattutto il 24 maggio, festa di Maria Ausiliatrice, Maria Aiuto dei Cristiani.


Il miracolo del sole a Donglu

Il 23 maggio 1995, alcuni pellegrini hanno testimoniato un altro fenomeno. Oltre 30mila cattolici dalla Chiesa sotterranea si erano radunati al santuario di Donglu per la Messa. Era la vigilia della festività di Maria aiuto dei cristiani, cui i cattolici cinesi sono molto devoti. Quattro vescovi della chiesa sotterranea concelebravano con quasi 100 sacerdoti. Improvvisamente, durante la preghiera iniziale e di nuovo durante la consacrazione, la gente ha visto il sole spostarsi da destra a sinistra, mentre nel cielo brillavano raggi luminosi di varie tonalità. Si riusciva a guardare il sole direttamente senza dover chiudere gli occhi: nel suo centro alcuni hanno visto la croce; altri la Sacra Famiglia; altri ancora la Madonna che tiene in braccio Gesù; altri, infine, l'Ostia Sacra. La gente, sconvolta dalla visione, è diventata improvvisamente consapevole dei propri peccati e ha iniziato a pregare, chiedendo perdono. Il fenomeno del sole che cambiava colore, avvicinandosi e poi ritirandosi mentre irradiava in varie tonalità, è durato circa 20 minuti.


giovedì 9 luglio 2020

Pagani (SA) - Madonna dipinta da S. Alfonso


L'AMORE ALLA MADONNA DI SANT'ALFONSO MARIA DE' LIGUORI

Fondatore dei Redentoristi, viene festeggiato il 1 agosto. Autore di testi teologici e spirituali, viene ricordato anche per sua profonda devozione alla Vergine Maria.

Il mese di agosto inizia con la memoria di un santo molto devoto della Vergine:
Alfonso Maria de’ Liguori.

Nato a Napoli il 27 settembre 1696 e morto a Nocera dei Pagani il 1º agosto 1787, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore, i Redentoristi, è stato un autore molto prolifico di testi teologici e spirituali e anche di celebri canti, come Tu scendi dalle stelle.


Vi voglio parlare di questo grande santo anche perché di recente ho visitato la cittadina di Scala, sulla Costiera amalfitana, dove il 9 novembre 1732 egli diede inizio alla congregazione dei Redentoristi. Vicino alla casa dove ebbe origine l’ istituto c’ è una chiesetta al cui interno si trova la grotta dove il santo trascorreva molte ore in penitenza e in preghiera. In tali momenti, si legge in un’ iscrizione sulle pareti della chiesa, «più volte gli apparve la Madonna a confortarlo nelle numerose difficoltà e a suggerirgli preziosi consigli per la Regola del nuovo istituto». Anch'io mi sono fermato lì in preghiera, e ho affidato alla Madre di Dio ciascuno di voi, lettrici e lettori. C'è un’ atmosfera particolare in quel luogo, tanto che, si legge in un’ altra iscrizione, sant'Alfonso, alla fine della sua vita, provato dalla malattia e da tante difficoltà, soleva ripetere: «O mia cara grotta, mia cara grotta! Perché non posso più io ritornare alla tua ombra come in quei giorni felici, troppo presto passati?».


Sant'Alfonso è stato un grande devoto della Vergine. Ne è prova, in particolare, uno dei suoi libri più famosi, Le glorie di Maria, in cui manifesta l’ affetto, la confidenza, lo slancio filiale che lo legano alla Madonna. Ecco un piccolo esempio, tratto da una delle numerose preghiere che costellano il volume: «Madre di misericordia, poiché sei così compassionevole, poiché hai tanto desiderio di fare del bene a noi miserabili e di accontentare le nostre domande, io, il più misero di tutti gli uomini, ricorro oggi alla tua pietà, affinché tu mi conceda ciò che ti chiedo. Che gli altri ti domandino quel che vogliono: la salute del corpo, guadagni e vantaggi materiali; io ti chiedo, Signora, quelle cose che tu desideri da me, che più sono conformi e gradite al tuo sacro cuore. Tu fosti così umile; ottienimi dunque l’ umiltà e l’ amore degli scherni. Tu fosti così paziente nelle pene di questa vita; ottienimi la pazienza nelle contrarietà. Tu fosti tutta piena d’ amore verso Dio; ottienimi il dono del santo e puro amore. Tu fosti tutta carità verso il prossimo; ottienimi la carità verso tutti, particolarmente verso quelli che mi sono nemici. Tu fosti tutta unita alla volontà divina; ottienimi una totale conformità a tutto quello che Dio dispone per me. Tu insomma sei la più santa fra tutte le creature; Maria, fammi santo» (Tratto da Avvenire, di Don Antonio Rizzolo).

lunedì 6 luglio 2020

Brindisi, Jaddico (BR) - Santa Maria Madre della Chiesa


Il Santuario

Questa chiesa, come attualmente la vediamo, fu costruita negli anni 1963-65 ed è stata benedetta e dedicata a "Maria Madre della Chiesa" l’ 8 dicembre 1965, quattro ore dopo la chiusura del Concilio Vaticano II°, che aveva messo in risalto questo titolo. Il Vescovo di Brindisi l’ha elevata a SANTUARIO l’ 8 dicembre 1990. Esisteva in questa località, chiamata Jaddico, una chiesa che la storia riporta come frequentata assiduamente fino al 1777, che era appartenuta all'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (da Brindisi le navi crociate partivano per la Terrasanta) poi terremoti, guerre o incuria della gente, andò distrutta. Non è facile affermare con certezza a quale epoca appartenga la chiesetta distrutta; ma un documento datato 1777 e conservato presso l'Archivio di Stato di Brindisi, apre uno spiraglio sulla sua storia.



Nel 1962 era rimasto di questo edificio sacro solo un muro fatiscente, quello che attualmente è incorporato nella nuova chiesa, con un un affresco raffigurante l'immagine della Beata Vergine Maria che cinge il Bambino e con la mano sinistra regge un gallo, da qui il nome alla contrada (Gallico, Jaddico in dialetto).
E’ ciò che rimane di un'antica chiesa, collocata ai margini della vecchia Via Traiana, unitamente ad alcuni segmenti di colonne barocche a tortiglione con capitello, di cui due sostengono l'attuale "mensa", ed un terzo è utilizzato oggi come base per l'ambone. Questo muro oggi è incorporato nel santuario dedicato alla Vergine Maria, Madre della Chiesa.

Qui, la notte del 27 maggio del 1963, l’antico affresco miracolosamente conservatosi sulla parete del rudere e raffigurante la Madonna col Bambino in braccio, si illuminò per l’ultima volta di luce soprannaturale, mentre un dolce profumo misterioso si liberava nell’aria primaverile. Alcuni testimoni di quell’episodio sono ancora vivi, e oggi raccontano la loro straordinaria esperienza nel numero di aprile di Ventisette, il foglio di informazione del santuario, redatto dai Padri Carmelitani Scalzi custodi del santuario. Tutto aveva avuto inizio nel 1962. La vigilia dell’Assunta, un cinquantenne vigile urbano di Brindisi, Teodoro D’Amici, portò per la prima volta dei fiori e dei lumini davanti a questa immagine. 

Fu spinto da un sogno, che si ripeté per tre volte. Sognava di trovarsi in quel luogo e di sentire una voce femminile insistente: "portami ceri e fiori". Altri sogni premonitori invitarono Teodoro e con lui la gente a venire a pregare di notte davanti a questo muro che per tredici volte si illuminò misteriosamente. Teodoro vide diverse volte il quadro animarsi, sentì più di qualche volta, in sogno o in preghiera davanti all’affresco, la voce della Madonna che l’ 8 settembre 1962 gli apparve dietro il muro con le mani allargate dalle quali partivano dei raggi luminosi. Molti furono i testimoni di questa come delle altre illuminazioni che si irraggiavano per tutta la campagna.
L’evento più clamoroso avvenne dunque il 27 maggio 1963, alle undici e mezzo di sera, quando tutta la zona, dopo un silenzio irreale, fu inondata di una luce intensissima che dalla chiesa, appena edificata, si alzava verso il cielo.


Ancora oggi il viaggiatore che si ferma a pregare a Jaddico è colpito dal particolare silenzio che si respira nel santuario, mentre il libro dei pellegrini posto all’ingresso raccoglie ad ogni ora del giorno e della notte le invocazioni alla Vergine e i ringraziamenti per le tante grazie ricevute, piccole o grandi che esse siano.
Teodoro D’Amici è morto tredici anni fa, il 15 luglio 1993, vigilia della festa della Madonna del Carmine.

Poche cose si sono sapute dei suoi rapporti con Maria. Quanti? Come? È un segreto che si è portato con sé. Ha voluto costruire questa chiesa a proprie spese almeno fino alla copertura, per ubbidire alla Madonna che sembra gli abbia chiesto di "coprire il muro", ha cercato e trovato poco lontano dell'acqua che la Madonna avrebbe chiamato "l'acqua mia", con la quale oggi ci possiamo bagnare davanti a un monumento sulla destra del piazzale antistante il Santuario. Ha pregato e fatto pregare soprattutto con il Santo Rosario.
Dal 1986 il Santuario è assistito dai Padri Carmelitani Scalzi che offrono a chi viene la loro spiritualità tesa alla contemplazione con Maria e come Maria. Una cittadella mariana ospita chi vuole andare a Gesù per mezzo di Maria in questo luogo di preghiera.
Il Santuario è aperto notte e giorno e sempre numerose sono le persone che vengono a pregare. Sono rari i pellegrinaggi di pullman, mentre è continuo l'afflusso di gente, soprattutto uomini, che silenziosamente sostano con le loro auto davanti al piazzale ed entrano per affidare al Signore i segreti del proprio cuore.




sabato 20 giugno 2020

Ravenna (RA) - La Madonna del Sudore

Madonna del Sudore

Il nome deriva da una leggenda secondo cui l'immagine, dopo essere stata danneggiata con un coltello da un soldato infuriato uscito da una taverna (l'opera si trovava allora in una via aperta della città), questa cominciò a "sudare" sangue.La Madonna del Sudore è un'immagine artistica della Madonna custodita in una cappella laterale del duomo di Ravenna.
I fedeli cattolici di Ravenna attribuirono alla Madonna del Sudore anche il fatto che durante la peste del 1629 Ravenna non fu toccata dall'epidemia e in segno di devozione costruirono una cappella in suo onore nel 1630 all'interno del Duomo (dove è tuttora custodita) (Tratto da Wikipedia).