lunedì 2 maggio 2016

Prepotto (UD) - Beata Vergine di Castelmonte





L’immagine di Maria

La statua della Madonna col Bambino è il cuore del santuario. Fu realizzata intorno alla metà del 1400. È in pietra calcarea dipinta e pesa oltre quattro quintali. Alcuni chiari particolari ricordano ai fedeli il mistero che rappresenta: la corona, il manto e il trono sul quale è seduta ricordano il carattere regale; il seno scoperto per allattare il bimbo che porta in grembo ricorda che lei è la madre di Dio e madre della Chiesa; la postura richiama l’immagine di altre figure ove Maria porta in braccio il corpo del Figlio morto ("la Pietà"), ma in questo caso lo stesso mistero di comunione con Dio ci ricorda che in lei celebriamo la vita. Per il suo volto giovanile e piacente, veniva chiamata “Madonna bella” e per l’atteggiamento vivace e materno, ancor oggi, la si chiama “Madonna viva”
Perché la madonna è ‘nera’? 
Il motivo dell’incarnato scuro di Maria induce gli storici dell’arte a pensare a varie possibilità senza poter dare una risposta precisa. Il volto scuro può essere un riferimento al Cantico dei cantici nel quale la giovane sposa dice di sé: “Nigra sum, sed formosa”(Ct 1,4); forse è una scelta personale dell’artista che, infatti, non si ritrova in altre immagini di Maria dello stesso ‘stile morbido’ cui l’autore si è rifatto; oppure, rappresenta un tentativo di richiamare l’immagine delle antiche icone mariane, di tradizione orientale, che si presentavano scure perchè annerite dal tempo con il fumo delle candele; forse si tratta solo dei vari ritocchi e restauri cui è stata sottoposta la statua lungo i secoli. Non ci sono in questo senso risposte precise. Di certo essa si inserisce nella tradizione delle madonne nere già presenti in vari santuari europei (Loreto, Altötting).

Santuario Beata Vergine di Castelmonte (clicca sito ufficiale)




La Leggenda
È una storia che tutti i genitori raccontano ai bambini prima o poi. Dicono:
«Sai, da piccolo sono stato a Castelmonte. Adesso ti porto a vedere “el Diàul”». Si monta in macchina, si allaccia la cintura... «Allora, papà, me la racconti?». Non è ora: la prima puntata parte dal “puìnt del Diàul” [Ponte del Diavolo] di Cividale che, con i suoi archi, sembra un ragnone dalle zampe lunghe. Eccoci, possiamo cominciare.
«Un giorno il diavolo sfidò la Madonna. Le si mise di fronte e propose: “Vediamo chi arriva per primo sulla cima di Castelmonte. Chi vince avrà la città di Cividale”. La Madonna accettò la sfida e volarono via da questo ponte...». E qui bisogna che il narratore si interrompa, nonostante le proteste dei bambini.
Si riprende dopo qualche chilometro, a metà della salita al Santuario, in una località chiamata “Portici” davanti a un sasso con una strana impronta. «La Madonna volò rapida in alto. Si appoggiò solo una volta a metà monte su questo sasso che porta il segno del suo piede». «E il Diavolo?». «Anche lui spiccò il volo...».
Bambini, dovete aver pazienza: la terza puntata si racconta al Santuario, scendendo dritti dritti nella cripta dove un arcangelo Michele di legno schiaccia un diavolo così nero e cattivo - mezzo vampiro e mezzo pipistrello - da suscitare quasi simpatia. «...Anche il Diavolo salì velocemente, ma all'atterraggio trovò la Madonna che era già arrivata e stava ad aspettarlo.
Sconfitto, andò a sprofondarsi nell'inferno aprendo la voragine chiamata “bùse del Diàul” [buco del Diavolo], che ancora oggi si può vedere sul vicino monte Spich.
I bambini non fanno più domande e osservano il povero demonio...
I grandi sanno che, probabilmente, questa leggenda è nata dagli spaventi provocati dalle invasioni barbariche, quando le orde passavano veloci, seminando danni e terrore. È una storia rassicurante: i buoni che abitavano qui hanno vinto, e qui sono rimasti. Con la semplicità di questa storia i genitori trasmettono ai loro figli il desiderio di credere nel bene che ora sperimentano e li preparano a lottare per difenderlo nei momenti difficili della vita (Notizie tratte da http://www.santuariocastelmonte.it/).









Nessun commento:

Posta un commento