mercoledì 2 novembre 2016

Monopoli (BA) - Maria SS. Addolorara


La “Chiesa del Purgatorio” di Monopoli . . .

[. . .] La città di Monopoli recupererà un nuovo interessantissimo tesoro religioso e artistico, la chiesa a tutti nota come “del Purgatorio”. [. . . fu edificata nel 1681 dalla confraternita di Santa Maria del Suffragio e benedetta nel 1700. La Chiesa è in stile barocco, ha cinque altari di cui quello maggiore è in pietra leccese; opera di Pasquale Simone ospita un dipinto di Paolo Da Matteis, “La Madonna del Suffragio”, donato alla chiesa dall'abate Palmieri, un nobile monopolitano. Vi sono delle opere molto belle di Domenico Carella e la cantoria ospita un organo settecentesco di pregevole fattura realizzato dal Maestro Felice Scala. Al visitatore non può sfuggire il motivo ritornante della chiesa: la morte.

Già dall'esterno si può ammirare il bel portale ligneo del 1736, nella cui parte superiore sono raffigurati gli emblemi del potere, invece, in quella inferiore sono raffigurati i vari strumenti da lavoro. 

Nella parte centrale, sono raffigurati due scheletri che sono uno lo specchio dell’altro, essi rappresentano la morte che appiana le differenze sociali e invitano ad indovinare chi dei due sia stato una persona importante e ricca e chi abbia lavorato umilmente o abbia sofferto la povertà.

Anche all'interno ci sono dei riferimenti alla morte, sulla bussola lignea vi è un’alternanza di metope che alternano il motivo dei teschi a quello delle ossa incrociate; nella zona della cupola ci sono simboli della morte che di volta in volta sono affiancati ad un papa, ad un vescovo, ad un soldato, ad un popolano; tutto ciò vuole significare che nella vita terrena ci possono essere delle differenze ma nell'aldilà tutti sono uguali perché la morte abbatte ogni distinzione sociale.

La presenza sicuramente più rappresentativa è quella degli otto confratelli mummificati. Esistono altre chiese in Puglia che celebrano il culto della morte, ma solo in questa chiesa ci sono questi confratelli che venivano custoditi nei due sepolcreti della chiesa, il primo si trova all'interno dell’edificio stesso, il secondo si trova nel giardino e fu costruito nel 1724 per la famiglia Palmieri (articolo di Cosimo Lamanna).

  
Particolari del portone della chiesa e del portale


A Monopoli il «segreto» delle antiche mummie

Nobili famiglie contrapposte in vita e unite dal culto della morte dal XVII secolo in poi. Accade a Monopoli (Bari) e le famiglie di cui parliamo sono gli Indelli e i Palmieri. I primi donarono alla chiesa di Santa Maria del Suffragio (detta del Purgatorio) l’oratorio che oggi ospita le 9 mummie tra cui la piccola Plautilla di Francesco Indelli. I secondi non furono da meno e realizzarono il putridarium della chiesa di via Padre Nicodemo Argento 16. Come dire che la «camera di mummificazione» fu un dono degli antagonisti di sempre. In quel soccorpo sistemato proprio sotto la canonica avvenivano i processi di tanatometamorfosi (mummificazione) dei corpi per la scolatura naturale, così tanto in auge nel Regno delle Due Sicilie dal XVIII al XIX secolo.

Nelle mummie di Monopoli come in quelle di tante altre località del meridione resta in auge il retaggio dei riti antichi della doppia sepoltura. L’antico concetto per cui il defunto non è più vivo e nemmeno completamente morto fino al disfacimento della carne che lasciava affiorare il candore inalterabile delle ossa. La metamorfosi cadaverica come metafora di purificazione dell’anima fino alla seconda sepoltura. Che non avvenne per le mummie del Purgatorio ancora esposte in un’ala laterale della chiesa dove ha sede la confraternita di Nostra Signora del Suffragio per le anime del Purgatorio. Sorse sul suolo di una tragedia, il crollo del campanile della vecchia cattedrale romanica, nel 1687, con 37 morti e molti feriti.

In quel luogo di morte ha preso vita la due giorni di studi su «Riti e pratiche della morte in età moderna». Relatrice Annastella Carrino (Università di Bari), Francesco Paolo de Ceglia (Università di Bari) e l'esperto di mummie, il curatore della Cripta dei Cappuccini di Palermo Dario Piombino Mascali. La Carrino ha chiarito che «dopo la Controriforma ci fu un tentativo di normalizzazione dei riti della morte. Ritualità intorno al defunto e riti sul defunto, in un segno di continuità fra i vivi e i morti». De Ceglia ha relazionato su Plautilla di Francesco Indelli. Morta a 2 anni, in un’epoca in cui un bambino su 3 non sopravviveva ai 2 anni. L’unica mummia senza data di morte, unica anche in quanto bambina.

«Gli occhi di Plautilla sono delle protesi – spiega de Ceglia -. Dobbiamo recuperare quel modo di guardare alla morte tipico degli uomini del passato e così lontano dal nostro per comprendere il senso di queste mummie. Erano l’estensione della vita dei cari che si erano persi. Tutto questo si coniuga con il grande slancio del Purgatorio che si ha dopo la Controriforma perché la Madonna che dà sollievo alle anime del Purgatorio è il segno che contraddistingue la differenza fra il mondo cattolico e quello protestante». Il viso di Plautilla sembra fosse ricoperto di una sostanza chiara per simulare il colorito di una bimba viva.

Tra le mummie Giovanni Amato Giaquinto di Caserta, governatore di Barletta prima e di Monopoli poi (morto il 24 novembre 1793). Due Longo, Cesare (morto il 1 gennaio 1776) e Onofrio (morto il 15 gennaio 1786). E tra i misteri irrisolti anche quel Pietro (?) Insanguine (morto il 2 dicembre 1772) organista del Purgatorio e della cattedrale e fratello del più noto musicista napoletano del ‘700 Giacomo Insanguine detto «Monopoli» per la città di nascita (articolo di Eustachio Cazzorla della Gazzetta del Mazzogiorno.it)




PREGHIERA A
MARIA SS. ADDOLORATA

Santa Maria, Madre coraggiosa, Tu che
nelle tre ore di agonia sotto la croce, hai
assorbito le afflizioni di tulle le madri del
Mondo, prestaci un po' della tua fortezza.

Alleggerisci le pene di tante vittime dei
soprusi, conforta il pianto nascosto di
tante donne oppresse, nella casa, della
prepotenza del maschio. Guida i passi
delle donne coraggio perché scuotino
l'omertà di tanti complici. Scendi sulle
piazze per confortare coloro che piangono
i figli "spariti".

Santa Maria, Madre coraggiosa, Tu sul
calvario, pur senza morire, hai meritato
la palma del martirio, col tuo esempio
rincuoraci a non abbatterci nelle avversità;
aiutaci a portare il peso delle tribolazioni,
mettiti accanto a chi è sfiorato dalla
tentazione di farla finita perché non ce la
fa più.

Ripetici parole di speranza, o Vergine
Benedetta e gloriosa. Cosi sia.


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