Maria Accanto alla Croce (Gv.19)


A piena disposizione di Dio

«La Madre è arrivata ai piedi della croce in una lunga notte oscura di fede, con la quale lo ha seguito per 33 anni» (Ermanno Toniolo, osm).

Il testo scelto per questa pagina è una libera interpretazione dello Stabat Mater, sequenza poetica in lingua latina del XIII secolo attribuita a Jacopone da Todi.

Riflettendo sul testo, si scopre la figura di una donna che, nella misteriosità della sua vita, svela, davanti alla croce, la sua grande umanità. «Ella è una donna umile: non vuole essere nient'altro che l'ancella del Signore e contribuire alla salvezza del mondo mettendosi a piena disposizione di Dio.

È una donna di speranza: solo perché crede alle promesse di Dio e attende la salvezza d'Israele» (Deus caritas est, 41). È una donna straordinaria scelta da Dio come prima discepola e portatrice del messaggio di Gesù, ma è una donna sofferente che «senza respiro e voce» accompagna suo Figlio all'incontro con la morte.

Sant'Ambrogio diceva di Maria: «Ella rimase in piedi di fronte alla croce contemplando il Figlio e aspettando non la morte di Gesù, ma la salvezza del mondo». Con la morte di Gesù la Madre di Dio diventa la Madre della Chiesa. Maria ha conservato un profondo legame con l'umanità espandendo il suo amore e la sua protezione non solo a tutta la Chiesa, ma all'intera umanità.


Maria ai piedi della Croce_Crocifissione
"Salva me Fons Pietatis"

A quell'umanità che, rappresentata dal discepolo Giovanni, acquista un legame filiale con Maria e le chiede di partecipare al suo dolore; a quell'umanità di viventi che implora l'intercessione della Vergine ed è portata a rivolgersi confidenzialmente a lei in ogni momento del cammino terreno.

Maria ai piedi della Croce_Crocifissione
L'elaborazione musicale di questo canto si accosta perfettamente al testo soprattutto per la prevalente conduzione in tonalità minore.

L'andamento grave della composizione e il timbro cupo delle armonie sembrano far riferimento al ritmo di una marcia funebre. Le cellule ritmiche che caratterizzano le prime battute si presentano, in alternanza, per tutto il corso del brano creando unitarietà e compattezza esecutiva.

Nella battuta 5 il ritmo croma punto semicroma viene sostituito da due crome per dare scioltezza e creare varietà ritmica in prossimità della cadenza nella relativa tonalità di sol maggiore. Questo passaggio, proprio al centro della composizione, emana come un fascio di luce, come una sensazione di pace e gioia accompagnata anche dall'apertura, in crescendo, verso il re, la nota più acuta di tutto il brano. La ripresa della seconda parte della strofa si apre sulla dominante della tonalità d'impianto e, attraverso il passaggio sul I grado e sull'accordo maggiore del VI grado, risolve sulla dominante creando sospensione e attesa; attesa che riprende con le quattro battute ripetute due volte nella tonalità originale. L'accostamento dei suoni procede prevalentemente per gradi congiunti creando un andamento melodico scorrevole e naturale. La struttura armonica è semplice, chiara e ben definita: ciò predilige un'esecuzione dignitosa che ruota su sonorità pacate e meditative. Antonio Lotti (1667-1740), autore di questo breve componimento, è stato un compositore italiano e un famoso didatta di musica barocca ricordato come un artista che si manifesta in tutta la sua nobiltà soprattutto nelle ispirate composizioni polifoniche di musica sacra.

Il Compianto del Cristo morto di Rubens





STAVA MARIA DOLENTE

Stava Maria dolente
senza respiro e voce
mentre pendeva in croce
del mondo il Redentor.

E nel fatale istante,
crudo materno affetto,
le lacerava il petto,
le trafiggeva il cor.

Deh, Tu, che nulla neghi
a chi tua Madre implora,
del mio soffrir nell'ora
non mi negar mercé,
quando sarò disciolto
dal mio corporeo velo
fa' che lo spirto in cielo
venga a regnar con te.

Apri nel misero mio cuore
la piaga del dolore
per tutte le mie colpe
che uccisero Gesù.
Prega per me, Signora,
tuo Figlio inchiodato
e scenda dal suo costato,
del sangue ed acqua, il perdon.



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